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DNA Camaro, grazie ragazzi!
01/05/2018 - Nei playoff non solo una bella prestazione a coronamento di una splendida stagione. Ma anche una grande prova d'orgoglio, uno spirito guerriero, un'entusiasmante dimostrazione di attaccamento che meritano di essere sottolineati.

Al "Vasi" c'è stato un primo tempo che sembrava parlare chiaro ed emettere sentenze nette, quasi ovvie: il Sant'Agata è più forte, è una squadra costruita per vincere il campionato, merita di andare avanti; il Camaro, che è pur sempre una matricola, ha già fatto un suo bel percorso, ha speso tante energie anche nel finale di campionato, ci sta che venga sconfitto in casa della seconda della classe. Un ko al primo turno playoff non avrebbe minimamente macchiato una stagione splendida, intensa e impegnativa, mai banale, da emozioni forti, a tratti sofferta ma ricca di momenti di esaltazione. Concetti chiari che però non devono aver neppure minimamente sfiorato la mente dei ragazzi in maglia neroverde e del loro allenatore. No, loro sicuramente non hanno pensato a tutto questo, loro devono aver pensato altro. Devono aver pensato, creduto fortemente, di potercela fare, di non essere inferiori all'avversario, di essere così forti da poter fare l'impresa. Devono aver pensato che si può, si deve fare di più. Che un playoff di Eccellenza, giocato davanti a tanta gente, si vive diversamente, o che la loro avventura meritasse un altro epilogo. O più semplicemente che là fuori c'era ancora un risultato da ribaltare, una qualificazione da centrare, una dimostrazione da dare a sé stessi prima che agli altri. Non si sono arresi, hanno raddoppiato gli sforzi, hanno affilato i denti e l'orgoglio. Hanno lottato, con cattiveria sportiva e gli occhi carichi di passione, con rabbia ma anche con lealtà. E sono riusciti a stravolgere il copione della partita. E così ci siamo entusiasmati a vedere Cappello slalomeggiare tra gli avversari, Mondello spingere a tutto gas, Ancione alternare ricami e randellate, Munafò e Pettinato provare a chiudere ogni varco, e ogni singolo giocatore, da Assenzio al "ragazzino" Pantano, tirare fuori tutte le proprie risorse fisiche, tecniche, mentali. La zampata dell'1-1 di Paludetti ci ha dato gioia, ha innalzato l'entusiasmo, rafforzato la convinzione di potercela fare. Le occasioni per completare la rimonta capitate a Mondello, Assenzio, Buda e Pettinato ci hanno fatto sobbalzare e hanno strozzato le nostre urla in gola, ad un passo dall'impresa. Niente, finché c'è stato il tempo e quindi la speranza, ha fermato i nostri ragazzi dal perseguire con ferocia l'obiettivo, neppure la stanchezza, i crampi, la tensione palpabile in campo e sugli spalti, i logoranti minuti trascorsi durante i tempi supplementari aspettando palloni che non arrivavano e sentendo che il tempo a disposizione stava per finire. Ci hanno provato fino all'ultimo istante, con l'ultima goccia di sudore. Da grandi uomini, con grandi valori. Non ce l'hanno fatta, il pareggio ha premiato il Sant'Agata, non tutte le belle storie hanno un lieto fine. Ma questi ragazzi sono andati oltre il semplice risultato sportivo. Hanno dimostrato spessore umano, caratteriale, hanno davvero reso onore alla maglia, alla società e soprattutto alle tante persone che si sono spese per la causa, dai tecnici ai dirigenti, dai collaboratori ai sostenitori. Hanno rappresentato al meglio il "DNA Camaro", dando un chiaro esempio di coesione, carattere, voglia, professionalità, attaccamento, orgoglio, passione. Anche queste sono grandi imprese. Bravi davvero, ragazzi, siamo fieri di voi!

 
 
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